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LO CHIAMAVANO BIRO-BIRO 18/07/2020
Una cinquantina d'anni a giocare a calcio, calcetto, calciotto. Segnando, diceva scherzando, ma non troppo, più goal di Pelè.

Se ne è andato l'11 luglio, lo stesso giorno giorno in cui, 38 anni fa, l'Italia vinceva il suo terzo mondiale.

Lo chiamavano Biro - Biro, forse perchè ad Antônio José da Silva Filho, detto Biro-Biro, somigliava nelle movenze e un pò nei capelli arruffati che portava come un emblema, a volte rigirandoseli tra le dita, pensieroso, non sapevi se preoccupato o pronto a prenderti in giro.

E forse anche perché nelle sue scelte, di vita, e di calcio fuori dalla professione, quando giocava  sempre e solo con gli amici, gli somigliava un pò.

Come Biro Biro, che aveva scelto il Corinthias, la squadra fondata da un gruppo di operai, con l'obiettivo di creare una squadra di calcio per gli strati inferiori della società di San Paolo, diventando subito un idolo per i suoi tifosi, gli piaceva infatti opporsi ai club di élite.

Avrebbe potuto giocare con tutti e tutte le squadre, giocava insieme solo a chi voleva lui.

A partire dalla fine degli anni 80, eccolo così in tutti i tornei dell'AICS dove "l'Aquilina" Nozzano si iscriveva. A fare la differenza, sempre, in una squadra che senza di lui avrebbe ogni volta faticato a passare il turno.

Vinceva quasi sempre la classifica marcatori, ma di rado i tornei; quando succedeva era festa sino al mattino. Soprattutto quando gli sconfitti erano i"cittadini" del san Paolino, che amava prendere in giro, che amava battere, ma a cui voleva un gran bene  e che considerava suoi grandi, grandissimi amici. E a cui ogni tanto concedeva l'onore di giocarci insieme, diceva  strizzandoci l'occhio.

Fare i tunnel a Casarotto, dribblare il Pasquinelli, fare goal al Minciotti: erano i più bravi, per questo quando perdevano poteva accadere solo perché lui era stato super: per questo voleva giocarci contro, troppo facile vincere giocando insieme a loro.

Al suo funerale, erano tutti lì, a partire da quelli del San Paolino e dell'Aquilina; erano in tanti, quelli che l'hanno conosciuto e che non hanno  potuto che volergli bene.

Fabio Lencioni è stato ricordato in questi giorni da molti organi di informazione, che gli hanno reso l'omaggio che meritava. Questo è uno di essi, con la foto di un torneo giocato sull'Adriatico proprio con il san Paolino . https://www.toscanagol.it/2020/07/14/lutto-nel-calcio-toscano-per-la-morte-di-un-ex-attaccante-020836/

A me piace ricordarlo sorridente nelle nostre lontane estati a Vagli, con i nostri figli allora piccoli, con un altro amico che ci ha lasciato troppo presto. Con questa foto, dove c'è anche suo figlio Francesco, e Fabio è seduto accanto al Lupo.

plf